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Arthur Schopenhauer

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Lunedì, 23 Maggio , 2022
Riforma del catasto, la spinta di Bruxelles La Lega all’attacco: prima casa, niente tasse
Monica Guerzoni - Corriere della Sera - pag. 15
Bruxelles non ammette scorciatoie e spinge affinché l’Italia adegui i valori catastali a quelli di mercato anche perché sono ‘in gran parte obsoleti’. Draghi deve accelerare, arrivare ad un accordo condiviso e approvare la riforma del catasto. A parola sembra facile, ma la realtà dice altro. Basta leggere l’avvertimento di Salvini: ‘Se qualcuno ci chiede di tornare a tassare la prima casa, si attacca al tram. La casa per gli italiani è sacra’. Quel qualcuno è la Commissione europea. Palazzo Chigi lavora per cercare un’intesa. Per la sottosegretaria all’Economia, Cecilia Guerra, 'aggiornare il catasto e con esso l’Imu non servirebbe ad aumentare la tassazione sulla casa, ma a rendere l’imposta molto più equa’. Guerra spera che i partiti accettino il ‘passo avanti’. ‘La proposta per la delega fiscale fornirà i valori di mercato delle rendite, senza usarli ai fini fiscali. Se andrà in porto, la sperequazione dell’Imu diventerà così visibile a tutti’. Ma non è solo il catasto a far fibrillare i partiti. Il centrodestra spinge per riammettere il forfettario per gli autonomi.
Opere oltre 70mila euro: per i bonus casa va citato il contratto di lavoro
Cristiano Dell’Oste e Giuseppe Latour - Il Sole 24 Ore - pag. 2
Nuovo adempimento per committenti e appaltatori. Per i cantieri superiori a 70mila euro diventa obbligatorio indicare nelle fatture e negli atti di affidamento il contratto di lavoro dell’edilizia che l’impresa applica. Chi non lo farà perderà l’agevolazione. Si tratta di una novità, l’ennesima. La norma, fortemente voluta da Ance e sindacati di categoria, ‘acquista efficacia dal 27 maggio 2022’ e si applica ai lavori edili ‘avviati successivamente a tale data’. Dunque, la novità scatterà a pieno regime dal 28 maggio. Per prudenza molti consigliano di farlo già per i lavori avviati dal 27. Interessati saranno tutti i casi in cui ci siano opere (edili e non) il cui importo risulti complessivamente superiore a 70mila euro. L’indicazione in fatture e affidamenti del contratto nazionale riguarderà soltanto le imprese edili. Doppio il binario: chi effettua lavori edili deve applicare uno dei contratti dell’edilizia. Chi effettua lavori non edili, anche nello stesso cantiere, non ha questo obbligo.
E-fattura senza indicazione, correzione difficile per i privati
Alessandro Mastromatteo e Benedetto Santacroce - Il Sole 24 Ore - pag. 2
Per i lavori edili avviati dal 28 maggio 2022 e di importo complessivo superiore a 70 mila euro, diventa obbligatorio indicare in fattura il Ccnl del settore edile applicato, pena il disconoscimento dei bonus edilizi maturati. La mancanza di questa indicazione impedisce, inoltre, ai professionisti di apporre il visto di conformità sui dati delle dichiarazioni o al momento della cessione dei crediti o dello sconto in fattura. Il richiamo al contratto di lavoro edile deve essere presente nell’atto di affidamento dei lavori e nelle fatture emesse in relazione alla loro esecuzione. Il fornitore è tenuto ad inserire nella fatturazione elettronica le informazioni sul contratto di lavoro dell’edilizia stipulato con le sigle sindacali maggiormente rappresentative. A tal fine, andrà popolato il blocco informativo ‘Altri dati gestionali’. Se il fornitore è un soggetto aderente al regime forfettario escluso dall’obbligo il cliente riceverà una fattura analogica che dovrà comunque riportare le informazioni.
Oggi online il 730 precompilato Corsa per i rimborsi Irpef a luglio
D.Aquaro, C.Dell’Oste e G.Parente - Il Sole 24 Ore - pag. 3
Oggi l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione dei contribuenti la dichiarazione dei redditi precompilata. Il termine, solitamente previsto per il 30 aprile, è slittato a causa della proroga delle cessioni dei bonus edilizi. Dunque, più di 30 milioni di contribuenti potranno visionare, a partire dalla tarda mattinata, il modello dichiarativo 2022. Naturalmente sul sito delle Entrate, tramite Spid, Cie o Cns. Rispetto al 2021 non è più possibile utilizzare il vecchio codice Fisconline. Il modello può essere inviato (con o senza modifiche) dal 31 maggio fino al 30 settembre. Dipendenti e pensionati a credito con il fisco hanno tutto l’interesse ad accelerare per ottenere il rimborso nella busta paga di luglio, dove il credito Irpef potrà sommarsi al bonus anti-inflazione di 200 euro per gli effettivi beneficiari. Chi gestisce la precompilata con il fai-da-te dovrà affrettarsi per non veder slittare gli accrediti.
Nuovo test per le spese sanitarie tracciabili
D.Aquaro, C.Dell’Oste e G.Parente - Il Sole 24 Ore - pag. 3
La dichiarazione dei redditi 2022 sarà un test anche per le spese detraibili al 19%. Nei modelli dichiarativi dello scorso anno questi oneri hanno subìto un brusco calo: dai quasi 32 miliardi di euro del 2019 sono passati a 27,2 miliardi (-14,8%). Secondo il Mef questo calo dipende dalle due novità entrate in vigore nel 2020: l’obbligo di pagamento tracciabile e il fatto che per alcune spese la detrazione varia in base al reddito complessivo. Al limite reddituale sono vincolate, ad esempio, le spese d’istruzione, universitarie, funebri, veterinarie, le erogazioni liberali ad associazioni sportive dilettantistiche, Onlus, i premi assicurativi. Eppure il taglio per i redditi più elevati ha inciso poco sul crollo delle detrazioni perché il calo più intenso riguarda le spese mediche scese del 16,5% contro il -12% delle altre spese detraibili.
Per le società benefit boom in pandemia Rebus fisco e controlli
Cristiano Dell’Oste e Valeria Uva - Il Sole 24 Ore - pag. 4
Negli ultimi due anni sono quasi quadruplicate le società che hanno aggiunto la dicitura ‘benefit’. A dirlo i dati di InfoCamere. A marzo le imprese che hanno deciso di guardare anche al bene comune sono arrivate a quota 1.922; nel 2020 erano poco più di 500. Per i critici, spesso, si tratta di operazioni di facciata, ovvero iniziative d’immagine. Ma il fenomeno è in crescita anche perché lo Stato le sta agevolando: da giovedì scorso è possibile chiedere al Mise il credito d’imposta del 50% a copertura delle spese di costituzione o trasformazione in società benefit. Ad optare per il percorso benefit sono sia aziende esistenti sia le start-up. Esperimenti in tale direzione stanno emergendo anche tra gli studi professionali e la formula inizia ad attrarre anche il mondo delle partecipate pubbliche: da Eni gas e luce a realtà locali come il gruppo Tea che gestisce i rifiuti a Mantova.
Dividendi, la delibera 2022 prenota la tassazione light
Gianluca Dan e Gian Paolo Ranocchi - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 18
A fine anno termina il regime transitorio per la distribuzione dei dividendi alle persone fisiche non imprenditori disposto dalla legge 27 dicembre 2017 n. 205. Dal 1°gennaio 2018 il dividendo percepito da una persona fisica è soggetto a ritenuta a titolo d’imposta del 26% indipendentemente dalla natura qualificata o meno della partecipazione posseduta. In via transitoria viene previsto che fino al 31 dicembre 2022, per gli utili maturati antecedentemente al nuovo regime di tassazione, continuano ad applicarsi le disposizioni precedenti, con assoggettamento a tassazione parziale del dividendo percepito da un socio, persona fisica, qualificato. La disciplina transitoria si applica solo alle distribuzioni degli utili ‘vecchi’ deliberate fino al 31 dicembre 2022. In merito alla distribuzione di utili da partecipazioni qualificate in società ed enti soggetti all’imposta sul reddito delle società formatesi con utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2017, questi devono essere deliberati entro la data limite (ossia, 31 dicembre 2022) indipendentemente dall’effettiva erogazione.
Ultima rata omessa, salvaguardia solo dal periodo d’imposta 2014
Marcello Maria De Vito - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 21
L’articolo 15-ter del Dpr 602/73 si applica solo a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014. Dunque, non ha effetto retroattivo. La norma prevede che i ritardi esigui di versamento non comportano decadenza dalla dilazione e che può essere irrogata la sanzione e richiesti gli interessi commisurati all’importo pagato in ritardo. L’interpretazione non può allontanarsi dalle previsioni di legge, né può escludere una sanzione pretesa eccessiva, pena il venir meno dei principi di certezza della sanzione e del diritto. Ad affermarlo la Ctr della Lombardia, con la sentenza n. 1043/03/2022. I giudici tributari d’appello hanno confermato la decadenza dalla dilazione scaturita da un controllo sul 2010.
Redditometro, basta provare le disponibilità
Emanuele Mugnaini - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 21
In tema di accertamento da redditometro basta che il contribuente dimostri di avere la disponibilità di redditi non imponibili in quantità sufficiente e non che gli stessi siano stati utilizzati per coprire le spese contestate. Ad affermarlo la Ctr Campania con la sentenza 7270/18/2021. Le Entrate accertavano in capo ad un contribuente maggior reddito per l’anno 2013, determinato sinteticamente. Nello specifico, a fronte di redditi dichiarati per 100mila euro, i verificatori contestavano un imponibile quasi 5 volte superiore. Questo, sulla base delle spese sostenute dal contribuente il quale presentava ricorso eccependo che gli esborsi erano stati finanziati con mutui e liquidità personali. La Ctp accoglieva in parte il ricorso ed entrambi i contendenti si rivolgevano al collegio di secondo grado. I giudici campani hanno accolto l’appello incidentale del contribuente e respinto quello dell’Agenzia sulla base del recente orientamento della Cassazione secondo il quale non è necessario che il contribuente provi che le disponibilità non reddituali siano state utilizzate direttamente per sostenere le spese contestate.
I termini emergenziali bloccano la proroga ‘speciale’ di 120 giorni
Alessia Urbani Neri - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 21
La Ctp di Caltanissetta, con la sentenza n. 169/2/22, ha affermato che gli avvisi di accertamento relativi all’anno d’imposta 2015 andavano emessi entro il 31 dicembre 2020 e notificati tra il 1°marzo 2021 e il 28 febbraio 2022. Nel caso analizzato l’Ufficio aveva notificato in data 10 marzo 2021 un avviso di accertamento del maggior reddito Irpef per l’annualità 2015. Secondo il contribuente il potere impositivo era decaduto per decorrenza del termine, visto che la notifica dell’atto impositivo era arrivata dopo 4 anni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi, avvenuta nel 2016. L’Agenzia, invece, deduceva la tempestività dell’azione accertativa per l’applicazione della proroga di 120 giorni di cui al comma 3-bis dell’art. 5 Dlgs 218/97, avendo l’ufficio inoltrato invito a comparire per la definizione dell’accertamento con adesione. Per il collegio l’accertamento era tardivo, in quanto l’atto impugnato era stato emesso il 1°marzo 2021, oltre il termine perentorio previsto dalla normativa emergenziale di cui all’art. 157 Dl 134/2020.
Successioni, le Faq non bastano: il fai-da-te online inciampa sulle visure
Angelo Busani - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 22
L’Agenzia delle Entrate ha, recentemente, aggiornato le Faq sulla compilazione e trasmissione della dichiarazione di successione. Parliamo del modulo web da inviare online alle Entrate per attestare il decesso di una persona, indicare gli eredi, identificare i beni e i diritti che compongono il patrimonio e valorizzarli per applicare le imposte di successione, ipotecaria e catastale. La compilazione online e la trasmissione telematica sono utili per rendere più efficiente l’applicazione dell’imposta di successione, tuttavia l’operazione di voltura catastale si è complicata rispetto al previgente modulo cartaceo: è difficile pensare che il contribuente inesperto possa farcela, anche se dotato di abilità informatica ed in possesso di una buona cultura. Insomma, oggi il rischio di sbagliare è maggiore rispetto al modulo cartaceo e questo ‘obbliga’ a ricorrere al professionista. È necessario, infatti, saper tradurre le conoscenze civilistiche della devoluzione ereditaria nelle centinaia di caselle che popolano le 19 pagine della dichiarazione di successione nella quale sono distribuiti 17 riquadri. Per avere un’idea della complessità basta pensare che le istruzioni per la compilazione occupano due fascicoli di 82 pagine complesse e fitte.
Super Ace in dichiarazione, per le società di persone slalom tra patrimoni e utili
A.Braggion, G.Gavelli e F.Giommoni - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 23
La Super Ace si applica anche alle Snc e alle Sas, purché in regime di contabilità ordinaria. In assenza di norme specifiche, per la determinazione della base di calcolo dell’aiuto rafforzato delle società di persone si ritengono applicabili le regole previste per l’Ace ‘ordinaria’. La Super Ace prevede l’applicazione del rendimento al 15% sugli incrementi di capitale proprio, nel limite di 5 milioni di euro, rilevanti nel solo periodo d’imposta 2021, senza operare alcun ragguaglio e senza considerare il limite del patrimonio netto di fine esercizio. La questione principale attiene alla sorte dell’utile del 2021, considerato che per le società di persone l’utile dell’esercizio rileva nell’anno stesso di maturazione e non - come per le società di capitali - nel successivo esercizio di approvazione del bilancio. Nonostante alcuni dubbi è da ritenersi che questa regola valga anche per la Super Ace: per cui rientra tra gli incrementi di capitale proprio, che beneficiano del rendimento al 15%, anche l’utile maturato nell’esercizio 2021.
La disciplina nazionale estende l’Iva agevolata in edilizia
Franco Ricca - Italia Oggi - pag. 8
L’Iva agevolata in edilizia prevista dalla normativa nazionale nella misura del 10% ha portata più ampia, sotto diversi aspetti, rispetto a quella unionale, come emerge dal raffronto tra le disposizioni e i chiarimenti della Corte di giustizia Ue cui l’Italia è chiamata a conformarsi. La legge stabilisce che l’Iva si applica al 10% per le prestazioni aventi ad oggetto gli interventi di recupero del patrimonio edilizio realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata. La disposizione riguarda soltanto gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di cui alle lettere a) e b) della legge n. 457/78, giacché gli interventi di livello superiore ossia di risanamento conservativo e restauro e di ristrutturazione edilizia fruiscono dell’aliquota ridotta ai sensi della tabella A, parte III, allegata al Dpr 633/72. L’agevolazione introdotta dalla legge n. 488/99 trova fondamento nella direttiva 2006/112/Ce (direttiva Iva).
C’è sottrazione se c’è intenzione
Arianna Semeraro - Italia Oggi - pag. 10
C’è sottrazione fraudolenta solo se c’è l’intenzione di venir meno al pagamento delle imposte. Di conseguenza, non si configura il reato di cui all’articolo 11 del decreto legislativo n. 74/2000, ossia un reato di pericolo, se manca il debito fiscale. A nulla rileva l’emissione della cartella esattoriale. Sono le conclusioni raggiunte dalla Corte di cassazione nella sentenza n. 15239 del 20 aprile scorso. Nel caso analizzato due soggetti, padre e figlia, erano accusati di aver posto in essere delle vendite simulate di immobili al fine di sottrarsi al pagamento delle imposte relative a due periodi di imposta. Nel corso del procedimento penale, però, l’imputato era stato assolto dal reato di omessa dichiarazione. Illogica appariva quindi la decisione del tribunale del riesame che aveva confermato il sequestro preventivo. I giudici di legittimità hanno stabilito che il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte scatta ove vi sia l’intenzione di non pagare e, comunque, l’esistenza di un debito tributario suscettibile di essere riscosso coattivamente.
Il contraddittorio è circoscritto
Sergio Trovato - Italia Oggi - pag. 11
Con la sentenza n. 14357 dello scorso 5 maggio la Corte di cassazione ha stabilito che gli enti locali e i concessionari non sono tenuti ad attivare un contraddittorio con i contribuenti prima della notifica degli atti impositivi. Per l’accertamento dei tributi locali non esiste l’obbligo di attivare il contraddittorio preventivo prima dell’emanazione degli avvisi di accertamento. Questo adempimento è dovuto solo per i tributi armonizzati e non può essere esteso all’attività di recupero dei crediti svolta dagli enti locali o dai loro affidatari. Secondo i giudici del Palazzaccio il fisco è obbligato al contraddittorio endoprocedimentale, la cui violazione comporta l’invalidità dell’atto ‘purché il contraddittorio abbia assolto all’onere di enunciare in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere e non abbia proposto un’opposizione meramente pretestuosa, esclusivamente per i tributi ‘armonizzati’, mentre, per quelli ‘non armonizzati’, non è rinvenibile, nella legislazione nazionale, un analogo generalizzato vincolo, sicché esso sussiste solo per le ipotesi in cui risulti specificamente sancito’.
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